Neil Young ha nuovamente espresso la sua disapprovazione verso un gigante della tecnologia, abbandonando il suo account ufficiale su Facebook. La decisione arriva in risposta a un’inchiesta di Reuters che ha rivelato l’uso inappropriato di chatbot da parte di Meta, la società madre della piattaforma, in grado di generare risposte potenzialmente dannose se interagiscono con i minori. Un amministratore dell’account di Young ha confermato che l’artista ha interrotto ogni attività sul social network, motivando la scelta con l’inaccettabilità di tali pratiche.
Secondo il rapporto, i documenti interni di Meta indicavano come i chatbot potessero descrivere i bambini in termini che ne esaltavano “l’attrattiva giovanile”. Sebbene la società abbia dichiarato che gli esempi citati erano “scorretti e incoerenti” con le proprie politiche e di averli rimossi, la mossa di Young sottolinea una preoccupazione crescente sulla sicurezza online.
Non è la prima volta che l’artista canadese prende una posizione ferma contro le grandi piattaforme digitali. In passato, ha contestato Spotify per la diffusione di disinformazione sui vaccini COVID-19, criticato Facebook per le sue presunte politiche a favore di gruppi di destra e abbandonato X/Twitter a causa del sostegno di Elon Musk a una teoria del complotto antisemita. Queste azioni evidenziano la coerenza di Young nel difendere i propri valori etici e la sua riluttanza a compromettersi con aziende che non li condividono. L’artista ha sempre dimostrato di non temere di sacrificare la propria visibilità pur di rimanere fedele ai suoi principi.
