Il 14 settembre 1950, a Hampstead, Londra, vide la luce Paul Kossoff, un chitarrista che avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia del rock blues. Fin da giovane, Kossoff si immerse in un mondo di note, plasmando uno stile distintivo, profondamente radicato nel blues, ma capace di raggiungere vette di espressione uniche. La sua tecnica, sebbene non incentrata sulla velocità, era un vero e proprio linguaggio emotivo, caratterizzato da un vibrato intenso e da un tocco che faceva letteralmente “piangere” la sua Gibson Les Paul.
L’apice della sua carriera fu la fondazione dei Free nel 1968, insieme a Paul Rodgers, Simon Kirke e Andy Fraser. Il gruppo divenne rapidamente un punto di riferimento per il rock britannico, grazie a brani come “All Right Now”, che ancora oggi risuona come un inno senza tempo. La musica dei Free era cruda, potente e essenziale, un perfetto veicolo per l’espressività di Kossoff. Purtroppo, la sua vita fu segnata da una battaglia contro la tossicodipendenza che ne minò la salute, portandolo a un tragico epilogo il 19 marzo 1976, a soli 25 anni. Nonostante la sua breve esistenza, l’influenza di Paul Kossoff sul mondo della chitarra rock è immensa, un’eredità di blues che continua a ispirare generazioni di musicisti.
