Il 24 settembre 1966, l’aereo che lo aveva portato da New York atterrava a Londra con un carico speciale: il chitarrista James Marshall Hendrix. Aveva accettato l’invito di Chas Chandler, bassista degli Animals e ora suo manager, che lo aveva convinto a lasciare gli Stati Uniti, dove la sua carriera stentava a decollare, per esplorare la vibrante scena musicale britannica. Sull’aereo, o forse poco prima di imbarcarsi, una decisione creativa lo portò a un cambio di nome che avrebbe segnato la sua identità artistica per sempre: James Marshall Hendrix diventò Jimi Hendrix.
Questo gesto, apparentemente semplice, nascondeva l’intenzione di distinguersi, di creare un marchio unico che si allineasse con la sua musica rivoluzionaria. Londra accolse il suo talento, e l’ambiente musicale della capitale, con le sue sperimentazioni e le sue icone rock, offrì a Hendrix il terreno fertile di cui aveva bisogno. La città si preparava a essere testimone di un fenomeno che avrebbe cambiato per sempre il modo di suonare la chitarra elettrica, catapultando il suo artefice verso un successo internazionale senza precedenti. In pochi mesi, la sua tecnica innovativa e le sue performance esplosive avrebbero riscritto le regole del rock.
