Il mondo della musica piange la scomparsa di Ozzy Osbourne, leggendario frontman dei Black Sabbath e solista, venuto a mancare ieri, martedì 22 luglio, all’età di 76 anni. La notizia giunge poco dopo i suoi ultimi concerti dal vivo con i Sabbath a Birmingham, nell’ambito dell’evento “Back To The Beginning”. La famiglia ha annunciato la sua dipartita con profonda tristezza, chiedendo privacy.
Numerosi tributi sono giunti da ogni angolo del mondo musicale, inclusi commoventi messaggi dagli ex compagni di band Tony Iommi, Bill Ward e Geezer Butler. Mentre i fan piangono la perdita del “Principe delle Tenebre”, riemerge un’intervista del 2020 a NME in cui Osbourne rifletteva sulla morte di Lemmy Kilmister dei Motörhead, avvenuta nel 2015.
Ozzy aveva confessato che la scomparsa di Lemmy lo aveva “completamente distrutto”. Ricordava Kilmister come un “brav’uomo” e un personaggio sorprendentemente colto, nonostante le apparenze. L’amicizia tra i due risaliva ai primi tour solisti di Osbourne, con i Motörhead ad aprire i suoi concerti. Un aneddoto rivela un momento di vulnerabilità condivisa, con Lemmy che rimproverò Ozzy per un eccesso di cocaina, un segno della loro profonda connessione.
Osbourne aveva visitato Lemmy poco prima della sua morte, notando la sua fragilità, e aveva cercato di contattarlo il giorno stesso in cui si spense. Descrisse il funerale di Kilmister come un evento surreale, quasi “da Spinal Tap”, con vassoi di Jack Daniel’s all’ingresso della chiesa. Intanto, i Ghost hanno dedicato il loro recente concerto al Madison Square Garden a New York proprio a Ozzy, riconoscendo la sua “straordinaria influenza” sulla musica. Negli ultimi anni, Osbourne aveva affrontato diversi problemi di salute, inclusi numerosi interventi chirurgici e il morbo di Parkinson.
