15 giugno 1979: esce “Boys Don’t Cry”, un singolo destinato a diventare uno dei brani più riconoscibili e amati dei The Cure.
Già con il loro album d’esordio, Three Imaginary Boys, pubblicato qualche mese prima, la band di Robert Smith aveva iniziato a farsi notare nel panorama post-punk. Tuttavia, fu proprio questo singolo, con la sua melodia semplice e un testo che catturava l’essenza della vulnerabilità maschile, a cementare la loro presenza.
La canzone, pur non essendo inizialmente inclusa nell’edizione britannica di Three Imaginary Boys, divenne rapidamente un inno per molti, risuonando con chiunque avesse mai nascosto le proprie emozioni dietro una facciata di indifferenza. Il riff di chitarra iconico e la voce giovanile di Smith contribuirono a creare un’atmosfera agrodolce che sarebbe diventata una cifra stilistica distintiva della band negli anni a venire, proiettandoli verso un successo internazionale e consolidando la loro influenza sulla musica alternativa.
