Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam, ha energicamente difeso l’amico Bruce Springsteen durante un recente concerto a Pittsburgh, in risposta agli attacchi mossi da Donald Trump. Due giorni dopo aver eseguito una cover di “My City Of Ruins” di Springsteen, Vedder ha sottolineato come le critiche di Trump fossero attacchi personali, privi di dibattito costruttivo sui problemi reali. Vedder ha rimarcato l’importanza della libertà di parola e del dibattito pubblico sano, elementi fondamentali della democrazia americana. Ha elogiato Springsteen per i suoi valori “filoamericani” e la sua costante integrità, esprimendo la speranza che tali libertà persistano. Questo discorso ha fatto seguito alle dichiarazioni di Springsteen stesso, che durante un concerto a Manchester aveva definito l’amministrazione Trump “corrotta, incompetente e traditrice”, invitando il pubblico a opporsi all’autoritarismo.
In replica, Trump aveva apostrofato Springsteen come una “prugna secca” e gli aveva intimato di “TENERE LA BOCCA CHIUSA”. L’American Federation of Musicians ha poi preso le difese di Springsteen e di altri artisti come Taylor Swift, ribadendo il diritto dei musicisti alla libertà di espressione. Nonostante le intimidazioni, Springsteen ha continuato a criticare Trump, definendo le sue azioni come un’alterazione della democrazia del Paese. Trump ha persino chiesto un’indagine su Springsteen, accusandolo di aver ricevuto pagamenti per presunte “SCADENTI PRESTAZIONI” durante la campagna presidenziale di Kamala Harris.
