Hoppus, il bacio mancato e le rivalità: confidenze di una rockstar

In una recente intervista con NME, Mark Hoppus, il bassista dei Blink-182, ha condiviso aneddoti sorprendenti tratti dalla sua autobiografia “Fahrenheit-182”. Ha rivelato il suo profondo legame con i Cure, band che lo ha ispirato fin dall’adolescenza a intraprendere la carriera musicale, in particolare l’ammirazione per Simon Gallup. Hoppus ha sottolineato come la collaborazione con Robert Smith nel brano “All Of This” e la successiva esibizione alla Wembley Arena nel 2004 siano stati momenti “incomparabili” della sua carriera.

Tuttavia, l’episodio più singolare riguarda un tentativo di bacio da parte di Smith nel backstage, al quale Hoppus si sottrasse per la presenza della moglie. Un momento che, a posteriori, il bassista ha ammesso di rimpiangere, confessando che “sarebbe stata una bella storia”. Hoppus ha anche rievocato la rivalità con i Green Day durante il “Pop Disaster Tour” del 2002. Ha descritto l’insolita sensazione di “fare da headliner” ai suoi idoli, i Green Day, che all’epoca attraversavano un periodo di minor successo rispetto ai Blink-182, freschi di un album al primo posto. Infine, con un tono scherzoso, Hoppus ha persino affermato di aver “inconsapevolmente contribuito alla cattura di Saddam Hussein” nelle sue memorie. I Blink-182 si preparano ora per un tour negli Stati Uniti con gli Alkaline Trio, che partirà a fine agosto.