Jimmy Page contro l’IA: “È furto, non innovazione”

Jimmy Page ha espresso forte disapprovazione verso il piano del governo del Regno Unito sul copyright basato sull’intelligenza artificiale, temendo le sue ripercussioni sulla musica e sulle arti. Le preoccupazioni di Page emergono in un contesto in cui il governo britannico intende modificare le leggi sul copyright, agevolando lo sviluppo e l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale mediante opere protette da copyright, senza necessità di licenza.

La proposta consentirebbe l’uso di materiale online per “text or data mining” senza riguardo per il copyright, a meno che i titolari dei diritti non decidano di “escludersi”. Page ha criticato il sistema di opt-out, sostenendo che permetterebbe l’esplorazione di artisti senza adeguata compensazione. Il chitarrista ha sottolineato la mancanza di “essenza viscerale” nell’arte e nella musica generate dall’IA, definendole “echi vuoti” privi dell’esperienza umana.

Page ha sollecitato politiche a tutela degli artisti, affinché il loro lavoro non venga dirottato dall’apprendimento automatico senza giusta considerazione. Ha definito la proposta del governo una “farsa”, esortando a preservare il “tocco umano” nell’arte e a difendere l’anima del patrimonio culturale.

Ha chiesto una legislazione che impedisca all’IA di monetizzare la creatività umana senza consenso esplicito e compenso equo.

Page ha descritto la musica come “evocazione” e “collisione di tempo, luogo e anima”, non come un semplice “prodotto di dati”. Ha avvertito che permettere all’IA di cooptare il cuore della creatività umana segnerebbe la fine dell’originalità.

Oltre 1.000 artisti hanno protestato contro le modifiche previste con un “album silenzioso”.