Morrissey ha intrapreso un’azione legale contro un individuo online, accusandolo di una prolungata campagna diffamatoria. L’ex frontman degli Smiths ha ottenuto una lettera di cessazione e desistenza, denunciando tentativi “maliziosi” di manipolazione e la diffusione di “false narrazioni” volte a danneggiare la sua carriera.
La società di protezione online The Web Sheriff ha contattato l’artista dopo aver identificato una vasta operazione di frode, disinformazione e diffamazione. Secondo il team, che ha lavorato su casi simili per artisti del calibro di Beyoncé e Prince, la portata della manipolazione è eccezionalmente grave.
La campagna denigratoria include la creazione di siti web falsi, impersonificazioni sui social media (piattaforme che Morrissey non utilizza e su cui non ha mai avuto un profilo, né possiede uno smartphone), furto d’identità e continue molestie online. Materiale falso è stato attribuito all’artista nel tentativo di associarlo a narrazioni dannose.
I rappresentanti legali di Morrissey hanno accusato l’imputato di pubblicare quotidianamente una notevole quantità di materiale diffamatorio e di lasciare messaggi scritti presso la sua abitazione. La narrazione dominante di questi post riguarda presunte posizioni politiche di “estrema destra”, in contrasto con le opinioni e i valori da sempre sostenuti dall’artista, descritto come pacifista e apolitico.
Morrissey, attraverso i suoi legali, mira a porre fine a questa campagna diffamatoria che ha portato alla diffusione di falsità anche da parte dei media. Le prove raccolte da The Web Sheriff saranno consegnate alla National Crime Agency britannica. Questa vicenda giunge in un periodo in cui la pubblicazione del suo album “Bonfire Of Teenagers” è ancora in sospeso e mentre l’artista si prepara per un tour da solista.
