Neil Young ha espresso dubbi sulla possibilità di tornare negli Stati Uniti dopo il suo tour europeo, a causa delle sue critiche a Donald Trump. L’artista ha sollevato la questione sul suo blog, affermando che chi parla contro l’ex presidente potrebbe essere bandito o arrestato al rientro nel Paese.
Young ha ricordato che l’amministrazione Trump ha già trattenuto e deportato persone per le loro opinioni politiche, compresi attivisti pro-Palestina e sostenitori dell’Ucraina. Nel suo messaggio ha scritto di temere di finire in carcere, dormendo su un pavimento di cemento, se le sue dichiarazioni venissero considerate pericolose.
L’artista, di doppia cittadinanza canadese e statunitense, ha sottolineato come la libertà di parola sembri sempre più minacciata. Ha definito Trump “il peggior presidente della storia” e ha ipotizzato che votare per Kamala Harris, invece che per Trump, possa oggi essere motivo di persecuzione.
Non è la prima volta che Young si scontra con l’ex presidente. Nel 2020 lo ha denunciato per uso non autorizzato della sua canzone “Rockin’ In The Free World” e ha scritto lettere aperte contro di lui. Nel 2023 ha invece concesso il brano al candidato democratico Tim Walz per la sua campagna.
Intanto, Young si prepara a tornare sul palco. Dopo il tour europeo, sarà headliner al BST Hyde Park, affiancato da Yusuf/Cat Stevens e Van Morrison. Inoltre, ha recentemente pubblicato “Big Change” con la sua band The Chrome Hearts e prevede di far uscire il loro album di debutto entro aprile.
