Il duo indie-pop australiano Royel Otis si è trovato al centro di una bufera mediatica a seguito delle accuse di misoginia legate ai testi del loro nuovo singolo, “Moody”. Il brano, parte dell’ultimo album della band, è stato oggetto di forti critiche da parte dei fan per un verso specifico nel ritornello: “La mia ragazza è una stronza quando è lunatica”.
Nonostante la descrizione iniziale del brano come “una canzone su una ragazza”, i commenti sui social media sono stati rapidi e impietosi, accusando la band di sessismo. Stando a quanto riportato, il gruppo avrebbe addirittura cancellato i commenti negativi, rispondendo solo a quelli positivi. Questo comportamento ha ulteriormente alimentato la polemica, con un ex compagno di scuola di Pavlovic che ha criticato la band per l’uso di un linguaggio dispregiativo nei confronti delle donne.
La vicenda ha sollevato importanti interrogativi sull’uso di piattaforme artistiche per diffondere messaggi offensivi e sulla responsabilità degli artisti nel promuovere l’uguaglianza. Dopo il clamore, la band ha rilasciato una dichiarazione tramite i loro avvocati, affermando che la canzone è scritta da una “prospettiva specifica” e che non intendeva veicolare una visione generale sulle donne. Hanno aggiunto: “Ci scusiamo se qualcuno ha interpretato il testo diversamente”.
Nonostante la controversia, “Moody” ha registrato un notevole successo commerciale, diventando la pubblicazione più redditizia di Royel Otis a livello mondiale nelle prime due settimane. L’album di debutto della band, ‘Pratts & Pain’, aveva precedentemente ricevuto una recensione a quattro stelle da NME, elogiato per il suo potenziale come colonna sonora per la stagione dei festival.
