Morrissey ha espresso profonde frustrazioni riguardo alla mancata pubblicazione del suo ultimo album, “Bonfire of Teenagers”. Considerato da lui stesso la versione moderna di “The Queen is Dead” degli Smiths, l’album è stato completato ma rimane inedito a causa di una serie di ostacoli legati all’industria musicale e alla sua immagine pubblica.
L’artista accusa le etichette discografiche di essere intimidite dalla stampa, in particolare dal Guardian, che secondo Morrissey conduce una campagna di “molestie” nei suoi confronti. Questa presunta campagna avrebbe scoraggiato le etichette dal pubblicare la sua musica, temendo ritorsioni e danni alla loro reputazione.
Morrissey attribuisce la sua difficile situazione alla “cultura della cancellazione”, che a suo avviso limita la libertà di espressione e porta alla censura di artisti con opinioni non conformi. Sostiene che questa cultura è particolarmente pervasiva in Inghilterra, dove viene utilizzata per zittire le voci critiche e promuovere un pensiero unico.
La riunione degli Smiths è un altro tema ricorrente. Morrissey ha espresso il desiderio di riunire la band per un tour, ma ha attribuito il fallimento di questi tentativi all’atteggiamento di Johnny Marr. Secondo Morrissey, Marr, pur beneficiando della sua eredità musicale, lo ostacola e lo critica pubblicamente, impedendo una riconciliazione.
