Il 5 ottobre 1947, a Dunston, in Inghilterra, nasceva Brian Francis Johnson, l’uomo destinato a raccogliere un’eredità pesante e a forgiare una nuova era per una delle band hard rock più leggendarie di sempre. Prima di entrare negli AC/DC, Johnson si era fatto notare come frontman del gruppo Geordie, guadagnandosi una reputazione sul circuito rock britannico. È interessante notare che persino il compianto Bon Scott, il carismatico cantante degli AC/DC, aveva espresso apprezzamento per la sua performance anni prima, dopo aver visto Johnson esibirsi.
La svolta epocale nella sua carriera arriva nel 1980, quando gli AC/DC, scossi dalla tragica scomparsa di Scott, si trovarono a un bivio. Sebbene Johnson fosse all’epoca ritiratosi a lavorare nella riparazione di auto a Newcastle, ricevette la chiamata per un’audizione. Il suo carisma, le sue origini operaie e, soprattutto, la sua incredibile timbrica vocale si rivelarono subito perfetti per il gruppo. In breve tempo, Johnson non solo subentrò, ma contribuì in modo determinante alla creazione di “Back in Black”, l’album del 1980 che non solo fu un tributo a Scott, ma si trasformò in uno dei dischi più venduti di tutti i tempi, rilanciando la band verso un successo stratosferico.
La sua presenza scenica, spesso contrassegnata dal celebre berretto, e la sua voce graffiante e potente sono diventati sinonimi del sound degli AC/DC per i decenni successivi, portando la band a successi duraturi come For Those About to Rock (We Salute You) e The Razors Edge e all’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2003. Nonostante un temporaneo allontanamento nel 2016 per problemi di udito, Johnson è tornato trionfalmente in studio e in tournée, partecipando anche all’uscita dell’album Power Up nel 2020. La sua storia resta un esempio di resilienza e di come una “seconda chance” possa definire in modo indelebile la storia del rock.
