Yungblud, al secolo Dom Harrison, ha espresso pubblicamente la sua forte disapprovazione per gli elevati costi dei biglietti dei festival musicali contemporanei, definendoli “semplicemente stupidi” e distanti dalla realtà della gente comune. L’artista ha sottolineato di essere totalmente d’accordo con chi sostiene che i prezzi siano ormai “sfuggiti di mano”.
In controtendenza con il mercato attuale, Yungblud si è impegnato a mantenere tariffe accessibili per il suo festival, il BLUDFEST, la cui edizione inaugurale si è svolta con successo l’anno precedente a Milton Keynes e che è pronto a tornare il prossimo mese. Proprio la volontà di offrire un’alternativa più economica è stata una delle motivazioni principali che lo hanno spinto a creare il suo evento.
Harrison ha dichiarato di non poter concepire di esibirsi in festival con biglietti da 800 sterline, ritenendo inaccettabile tale divario economico. La sua visione per BLUDFEST è quella di un ritorno alle origini, con un programma ricco di venti band proposte a un prezzo di 65 sterline, un modello che considera più equo e rappresentativo.
L’artista ha inoltre ribadito come, fin dal lancio del festival, la priorità non sia il guadagno economico, ma la condivisione della musica e un ringraziamento concreto ai fan per il loro supporto. Ha inoltre respinto le critiche sulla presunta mancanza di autenticità del suo festival, insistendo sull’importanza di rendere la musica accessibile a tutti, specialmente in un periodo di crisi economica.
Yungblud ha evidenziato come il costo di un biglietto per il BLUDFEST sia significativamente inferiore rispetto al prezzo giornaliero di molti altri grandi festival britannici come Reading e Leeds, Wireless e British Summertime. La seconda edizione del BLUDFEST si terrà il 21 giugno al Milton Keynes Bowl
